Le cascate di San Fele

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LE CASCATE

Le cascate di San Fele si formano lungo il corso del torrente Bradano (conosciuto anche come Bradanello, per distinguerlo dal Fiume Bradano), che nasce in località Matise, per poi confluire nella Fiumara di Atella e poi nell’Ofanto. A monte dell’abitato di San Fele il torrente procede con numerose cascate, chiamate localmente anche “U uattenniere”, nome dialettale della Gualchiera, macchina utilizzata in passato per follare la lana sfruttando la forza dell’acqua. Ci sono anche resti di antichi mulini ad acqua, i quali hanno cessato di funzionare negli anni ’30 del XX secolo. I sentieri che conducono alle Cascate di San Fele si articolano lungo vecchie mulattiere, di cui se ne servivano coloro che abitavano in località Montagna per giungere in paese. Tra questi, il sentiero che parte dal Monte Castello (937 m s.l.m.), dal quale è possibile osservare il Vulture e la Valle di Vitalba.


Escursione fra storia, acqua e natura

Storia e natura si mescolano in questi luoghi, per una splendida escursione utile ad ammirare quello che il lavoro delle acque compie da secoli sulle rocce e ciò che la sapiente mano dell’uomo ha realizzato per utilizzarne la potenza.

Il paese di San Fele è un bel centro di stampo medioevale, con tracce di frequentazione delle prime popolazioni lucane e della Magna Grecia. Presenta viuzze strette e adagiate sulla montagna. È qui che nacque, più di 200 anni fa, il vescovo Giustino de Jacobis, proclamato santo nel 1975 da Papa Paolo VI ed è qui che è presente uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno.
“U Uattënniérë”, storie di cascate e antichi opifici
Sempre a San Fele si trova uno dei luoghi più caratteristici della regione. Proprio qui, in località Matise, il torrente Bradano – che sgorga dall’Appennino Lucano – confluisce nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto, per poi giungere nel Mar Adriatico. La particolare conformazione dell’alveo fa sì che il torrente effettui dei particolari salti di quota che danno origine a cascate naturali e suggestive, note in tutta la regione con il nome di “U Uattënniérë”, la trasposizione dialettale di gualchiera.cascate

Gualchiera e antichi opifici
La gualchiera era una macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate che sfruttava la forza motrice dell’acqua, attraverso cui una grande ruota veniva azionata, trasmettendo il movimento a un cilindro orizzontale. In quest’ultimo erano inserite, verticalmente, le aste dei folloni che, entrando e uscendo da una vasca (dove sul fondo venivano posti i tessuti), servivano a gualcare la lana. Le proprietà feltranti del panno venivano così rese più compatte e meno ruvide.

La gualchiera di San Fele è rimasta in uso fino agli anni‘40 del secolo scorso.


 

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